La Repubblica 30 novembre

ROMA – Cresce la disoccupazione in Italia, superando la soglia dell’11% e raggiungendo l’11,1%, in rialzo di 0,3 punti percentuali su settembre e di 2,3 punti su base annua. Lo rileva l’Istat (dati destagionalizzati e provvisori). Si tratta del tasso più alto da gennaio 2004 (inizio serie mensili). Guardando alle serie trimestrali è il maggiore dal primo trimestre 1999.
Ancora più preoccupanti i dati che riguardano la disoccupazione giovanile (15-24 anni): a ottobre la percentuale è al 36,5%, il livello più alto sia dall’inizio delle serie mensili, gennaio 2004, sia dall’inizio delle serie trimestrali, IV trimestre 1992. In questa fascia d’età, le persone in cerca di lavoro sono 639 mila.
Sono 2 milioni e 870mila i senza lavoro. Il numero dei disoccupati, pari a 2 milioni 870 mila, aumenta del 3,3% rispetto a settembre (+93 mila unità). Su base annua si registra una crescita del 28,9% (+644 mila unità). La crescita della disoccupazione riguarda sia la componente maschile sia quella femminile.
Record anche di precari: 2,9 milioni. Nel terzo trimestre i dipendenti a termine sono 2 milioni 447 mila a cui si aggiungono 430 mila collaboratori, sommando le due categorie si arriva a 2 milioni 877 mila lavoratori precari, il massimo dall’inizio delle serie trimestrali relative, dal III trimestre 2004. Se si guarda solo ai dipendenti a tempo il record è dal III trimestre 1993.
Bersani: “Dato impressionante”. La disoccupazione giovanile in Italia “è impressionante”, ha commentato Pier Luigi Bersani nel corso del videoforum di Repubblica Tv. “Se non diamo un minimo di sprint all’economia – dice il leader del Pd – è inutile che ragioniamo su politiche specializzate. Ci si sta restringendo la coperta. Io chiedo: siamo solo in recessione? Possiamo riprenderci? Bisogna convincerci che bisogna fare un minimo di politiche espansive, per andare oltre al rigore. Serve qualcosa d’altro”.

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