Luigi Degan

Da Istat ed Eurostat nuovo allarme sul lavoro

In Afol Milano on March 2, 2013 at 3:27 pm

Corriere della Sera, 1 marzo 2013

 

Disoccupazione giovanile da record in Italia. A dirlo sono i dati diffusi venerdì dall’Istat secondo cui a gennaio la disoccupazione under 24 è arrivata al 38,7%, il dato peggiore dal 1992. A livello generale la disoccupazione è salita all’11,7%: anche in questo caso si tratta del tasso più alto dal quarto trimestre 1992. Livelli record anche per il 2012, soprattutto per quanto riguarda i contratti a tempo determinato: i precari, secondo l’Istat, lo scorso anno sono arrivati a quota 2,8 milioni.

 

GENNAIO RECORD – Ma iniziamo con i dati di gennaio. Per l’istat a inizio 2013 il numero dei disoccupati ha toccato quasi i 3 milioni, con un aumento, rispetto a dicembre del 3,8% (110 mila unità). Mentre su base annua si registra una crescita del 22,7% (+554 mila unità). Una crescita di disoccupazione, spiega ancora l’Istat, che riguarda sia la componente maschile sia quella femminile.

DISOCCUPATI UNDER 24 – Dati molto negativi per i giovani. Secondo l’Istat a gennaio il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 38,7%. Un aumento dell’ 1,6% rispetto al mese precedente e del 6,4% nel confronto tendenziale. I dati di inizio 2013 confermano la tendenza del 2012. Secondo l’Istat il tasso di disoccupazione giovanile è cresciuto lo scorso anno di 6,2 punti percentuali, arrivando al 35,3%. I dati peggiori nel Mezzogiorno dove tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) supera il 50%. In totale il tasso è del 50,5%, suddiviso nel 46,7% per i maschi e 56,1% per le donne. Al Nord la disoccupazione giovanile è invece del 29,7% e al Centro del 39,3%. In Italia, calcola l’Istat, il dato trimestrale segna un tasso di disoccupazione giovanile pari al 39,0%. Per quanto riguarda ancora il dato annuale, il tasso di occupazione complessivo si attesta al 56,8%, due decimi di punto al di sotto del 2011. Il calo dell’occupazione, sempre nella media del 2012, interessa i dipendenti a tempo indeterminato (-99.000 unità, pari a -0,7%) e gli indipendenti (-42.000 unità, pari a -0,7%), mentre aumentano i dipendenti a termine (72.000 unità, pari a +3,1%).

I PRECARI SONO 2,8 MILIONI – Sul fronte dei precari i dati sono da record. Secondo l’Istat nel 2012 hanno superato quota 2,8 milioni: i contratti a termine lo scorso anno sono stati 2,375 milioni (di cui 1,7 a tempo pieno e 675mila a tempo parziale) a cui si aggiungono 433mila collaboratori.

 

Negozi chiusi in Grecia (Epa)Negozi chiusi in Grecia (Epa)

IN EUROPA PEGGIO SOLO SPAGNA E GRECIA – I livelli record della disoccupazione giovanile a gennaio toccano altri Paesi della zona Ue a 27: al top la Spagna dove – secondo i dati Eurostat- il tasso raggiunge il 55,5%. Nello stesso mese del 2012 la disoccupazione giovanile era al 32,3% in Italia e al 50,2% in Spagna. In realtà peggio dei due Paesi farebbe la Grecia, con un tasso di senza lavoro under 25 al 59,4%, dato che tuttavia fa riferimento a novembre 2012. In complesso Eurostat rileva che 26,217 milioni di uomini e donne sono disoccupati nei 27 Paesi Ue, di cui 18,998 milioni nell’eurozona. Il numero dei senza lavoro è cresciuto a gennaio di 222 mila nel complesso dell’Ue e di 201 mila nell’area della moneta unica. Rispetto a gennaio 2012, la disoccupazione è aumentata di 1,89 milioni di unità nell’Ue a 27 e di 1,909 milioni nell’area dell’euro. Tra gli Stati membri, i tassi più bassi sono stati registrati in Austria (4,9%), Germania e Lussemburgo (entrambi 5,3%) e Paesi Bassi (6%) e i più alti in Grecia (27% a novembre 2012), Spagna (26,2%) e Portogallo (17,6%).

 

L’ALLARME DELL’UE – I dati diffusi da Eurostat preoccupano l’Europa. «Questi inaccettabili alti livelli di disoccupazione sono una tragedia per l’Europa e il segnale di quanto è seria la crisi in alcuni Stati membri», ha detto il commissario all’occupazione Laszlo Andor. Per questa ragione, è l’esortazione di Bruxelles, «bisogna mobilitare tutti gli strumenti disponibili per creare occupazione e tornare alla crescita sostenibile».

SQUINZI:«DATI AGGHIACCIANTI» – «I dati sul lavoro diffusi dall’Istat sono agghiaccianti – ha commentato il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi nel corso della presentazione di un accordo con Intesa Sanpaolo per facilitare l’accesso al credito delle imprese – Il dato più preoccupante è quello sulla disoccupazione tra i giovani. È una situazione assolutamente drammatica a cui dobbiamo reagire». Squinzi ha quindi sottolineato che occorre che «le forze politiche si uniscano» per porre l’economia reale al centro della politica del governo «indipendentemente dagli schieramenti».

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