Luigi Degan

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Il lavoro diventa sempre più autonomo

In Lavoro on February 23, 2013 at 2:33 pm

Roma, 23 feb. (Adnkronos) – “E’ stata una vera esplosione: nel 2012 sono state aperte 549.000 partite Iva. Di queste ultime, 211.500 (pari al 38,5% del totale) sono ascrivibili a giovani con meno di 35 anni”. E’ quanto emerge da uno studio della Cgia di Mestre sui dati del ministero dell’Economia e delle Finanze. “Se rispetto al 2011 le aperture totali sono cresciute del 2,2%, tra i giovani l’aumento e’ stato quasi ‘esponenziale’: 8,1%”.
L’area territoriale che ha segnato l’incremento maggiore tra gli under 35, evidenzia la Cgia, “e’ stata il Mezzogiorno”. Infatti, “su 211.500 circa nuove iscrizioni compiute dagli under 35 a livello nazionale, oltre 80.000 (pari al 37,8% del totale giovani) sono avvenute al Sud”. Sempre tra i giovani, spiega la confederazione, “e’ stato molto significativo anche l’aumento del numero delle partite Iva in capo alle donne. Se l’anno scorso le nuove iscrizioni tra le giovani hanno superato le 79.100 unita’ (pari al 37,4% del totale under 35) la crescita rispetto al 2011 e’ stata del 10,1%”.
“L’aumento del numero delle partite Iva in capo ai giovani – sottolinea il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi – lascia presagire, nonostante le misure restrittive introdotte dalla riforma del ministro Fornero, che questi nuovi autonomi lavorano prevalentemente per un solo committente”. Per Bortolussi “la nostra chiave di lettura non si discosti moltissimo dalla realta'”. Questo perche’ il boom di nuove iscrizioni tra gli under 35, spiega, “ha interessato in particolar modo gli agenti di commercio/intermediari presenti nel settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio (51.721 pari al 24,4% del totale nuove partite Iva aperte dai giovani), le attivita’ professionali (45.654 pari al 21,5%) e le costruzioni (20.298 pari al 9,6%).

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Investire in Italia (secondo la Banca mondiale)

In Formazione on November 20, 2012 at 10:28 am

E’ stato recentemente presentato a Roma il rapporto della Banca Mondiale “Doing Business in Italia 2013”, che analizza l’impatto delle riforme istituzionali e normative italiane sulle iniziative imprenditoriali, soprattutto di piccole e medie dimensioni. In realtà si tratta di un focus sul Bel Paese, che completa la più generale e nota pubblicazione “Doing Business 2013”, dove l’Italia si classifica al 73° posto su 185 Stati del Mondo.

TORNARE ALLA CRESCITA, ECCO COME SECONDO LA BANCA D’ITALIA – Secondo la Banca Mondiale, il problema centrale che affligge l’Italia è stato ed è tuttora il ritorno a livelli soddisfacenti di crescita economica. In tempo di crisi, è chiaro che tale crescita non può derivare da una insostenibile espansione della spesa pubblica, ma dovrà derivare da un miglioramento dell’efficienza e da un aumento della competitività e della produttività del sistema economico. Read the rest of this entry »

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