Luigi Degan

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In arrivo 78 milioni per l’occupazione delle donne con figli

In Afol Milano on January 4, 2013 at 5:51 pm

Pubblicato il 4 gennaio sul sito http://www.fasi.biz/it/news/ultime-notizie/6288
Luigi Degan – Afol Milano

Uno stanziamento di 78 milioni di euro l’anno per il triennio 2013-2015. Sarebbero questi i numeri, anticipati dal Sole 24 Ore, del nuovo provvedimento sulla conciliazione famiglia-lavoro, firmato dai ministri del Lavoro e dell’Economia, Elsa Fornero e Vittorio Grilli. Un testo che attua le norme in materia di congedo obbligatorio e facoltativo per i padri previste dalla riforma Fornero e autorizza la concessione di contributi economici alle madri che, al termine della maternità, intendono tornare al lavoro.
Il testo andrebbe a completare il grande puzzle della riforma del lavoro, introducendo uno stanziamento di 78 milioni di euro l’anno, fino al 2015. Risorse che dovrebbero provenire dal Fondo per l’occupazione femminile e dei giovani.
Le novità dovrebbero riguardare in primo luogo le donne, in particolare le madri che intendono tornare al lavoro una volta scaduto il congedo di maternità: il provvedimento permetterebbe di richiedere, negli undici mesi successivi al congedo, un contributo economico di circa 300 euro mensili per 6 mesi. Una misura pensata per coprire la retta di un nido o, in alternativa, il costo di una baby sitter. Nel primo caso, sarebbe l’Inps a riscuotere il voucher per pagare direttamente la quota del nido, mentre nel secondo, il bonus verrebbe gestito direttamente dalla beneficiaria. Read the rest of this entry »

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Una provocazione intelligente a proposito di Erasmus

In Formazione on December 1, 2012 at 1:58 am

I Neet hanno fra 15 e 29 anni e non sono in nessuna statistica: non hanno lavoro, non hanno studiato e non hanno una formazione professionale. Non bisogna andare molto lontano per trovare un Neet: basta guardare nella propria famiglia, fra gli amici o nel proprio quartiere. In Europa sono 14 milioni, un ragazzo su sei.

Il problema è che i Neet cominciano a costare caro: 153 miliardi di euro all’anno di mancati guadagni, secondo uno studio dell’agenzia europea Eurofond. Una cifra più alta del bilancio dell’Unione europea (142 miliardi di euro).

Chissà se i Neet europei hanno seguito in questi giorni le farsa delle fallite trattative sul bilancio europeo per i prossimi sei anni? E se sanno che l’Europa di Bruxelles, al contrario di quello che si sarebbe potuto credere in questi tempi di crisi e di rigore, è ricchissima?

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Prove di Big Society a Milano

In Lavoro on November 20, 2012 at 11:11 am

di Giuseppe Sabella e Luigi Degan

Si è tenuto ieri all’Università Cattolica di Milano il Convegno “I servizi alla persona nella città che cambia. Prove di Big Society”. Si è parlato del dibattito scatenato dal Premier Inglese David Cameron, da quando ha lanciato una sfida ambiziosa: che lo Stato si faccia da parte, e il Big Government lasci spazio alla cosiddetta Big Society, dando il via ad una rivoluzione del paradigma classico del Welfare europeo.
Il presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, Giorgio Vittadini, che ha introdotto e concluso i lavori del convegno, in una recente intervista ha affermato che il termine Big Society “traccia la cornice di un nuovo quadro culturale che indica una società che si costituisce dal basso”. L’Italia sa già dove guardare; un esempio virtuoso è rappresentato dalla Lombardia che, riformando la propria legislazione, ha permesso ai propri cittadini di scegliere tra i diversi soggetti che erogano servizi di Welfare quelli che meglio corrispondono ai propri bisogni. Il tema è esploso a livello internazionale, ne hanno parlato il New York Times, il Financial Times, in Italia il Ministro Sacconi – che nel 2004 ha pubblicato La società attiva, ovvero un libro manifesto che propone un nuovo modello di Welfare basato sul primato della Società Civile sullo Stato – ha affrontato la questione in una lunga e significativa intervista al Corriere della Sera (30 agosto 2010). Read the rest of this entry »

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